martedì 13 novembre 2012

Fermare il declino





A parte il logo, che ricorda in maniera impressionante quello di una ditta di integratori per sportivi; a parte  il nome, quantomeno poco felice (sul quale, magari, tornerò in un altro post); l'iniziativa è, tuttavia, meritoria. Per un liberal frustrato, come me, in un paese dove c'è di tutto (statalisti, veterosindacalisti, cattocomunisti, ex e post fascisti, gente appesa ai capezzoli dello stato in mille modi e in mille fogge) una "casa" dei liberal è una manna dal cielo. 
Ho firmato, ho aderito e sottoscrivo il "manifesto" di Fermare il declino. Domenica, con i miei figli ho anche fatto quasi 200 Km per partecipare all'incontro con Giulio Zanella a Montevarchi.
Per ora non parlano di liste  e cose del genere ed hanno ragione: l'azione è soprattutto pedagogica e l'obiettivo è uno : diffondere il liberalpensiero in un paese dove non c'è MAI stata una formazione politica autenticamente, semplicemente, nudamente liberal.

lunedì 4 giugno 2012

La casina dell'acqua



Sulla istallazione delle casette dell'acqua se ne dicono di tutti i colori:
  • è positivo perché l'acqua deve essere pubblica;
  • è ingiusto perché i Comuni guadagnano su un servizio che dovrebbe essere gratis;
  • è ingiusto perché i Comuni ci rimettono;
  • è ingiusto perché in fondo ci guadagnano quelli (chi vende gli impianti) che vorrebbero l'acqua privatizzata;
Mediamente la gente è molto soddisfatta perché ha l'impressione di spendere meno: nella mia zona 5 cent.mi al litro. Fra i sostenitori della casina, alcuni sono addirittura entusiasti perché sono convinti di non inquinare.
Tutti, però, dato che l'acqua pesa (anche la più “leggera”), vanno alla casina con l'auto.

Risultato 1: maggior costo
Risultato 2: maggior inquinamento.

Conclusione: siamo in un mondo di innamorati. Ci si innamora delle idee più bislacche e soprattutto si evita rigorosamente di ragionare.

N.B. Ho scelto proprio questa foto perché è collegata al post intitolato "Tagliatori di nastri" del 18/04/2012. Vedi come sono buoni e bravi, ci danno anche da bere, sembra sempre che si frughino in tasca!

domenica 6 maggio 2012

Io sto con Equitalia




I signorini che fino ad ora erano abituati a trovare sistemi per non pagare, ora devono pagare. E dovrebbero anche ringraziare quei pochi che, avendo pagato da sempre e comunque, non li vanno a cercare casa per casa.
Mentre loro, con il macchinone intestato alla nonna paralizzata, se la spassavano alle terme, ai Tropici, nei resort, io (se andava bene) facevo una settimana a Marotta.
Adesso fanno la scena, piangono, sequestrano persone negli uffici di Equitalia. Motivo: disabitudine a pagare le tasse.

Pagare, prego!



P.S. Non se la prendano quelli che abitano o vanno in vacanza a Marotta.

sabato 28 aprile 2012

Un picciòlo al giorno...




Per anni si è dibattuto intorno alla mela, se fa bene la polpa o la buccia o più l'una dell'altra. Di conseguenza, vedevi molti pelare il frutto e mangiare la polpa e pochi fare il contrario. Quelli che la mangiano a morsi possono considerarsi indecisi, faciloni, poco selettivi o semplicemente affamati.
Dalle più recenti indagini naturistico-salutistiche emerge invece, ora, la verità: ciò che fa veramente bene nella mela è il picciòlo. Un gruppo di ricercatori danesi ha rintracciato nel picciòlo microelementi che favoriscono lo smaltimento degli acidi urici, facilitano l'eliminazione dei liquidi in eccesso (diuresi), intensificano il tono muscolare sia delle fibre bianche che di quelle rosse.
Gli stessi ricercatori raccomandano, tuttavia, di non assumere il picciòlo intero, perché potrebbe incastrarsi nell'esofago. Esso, il picciòlo, va posizionato sotto la lingua e funziona come una capsula “a rilascio lento”. Anzi, lentissimo, visto che dovrà restare al suo posto per almeno due ore. Poi lo si può sputare.
Con il resto della mela potete contenervi come siete abituati a fare, senza trascurare la “mela cotta” che facilita la funzione intestinale.

mercoledì 18 aprile 2012

Tagliatori di nastri


Quanto i politici italiani siano presenzialisti lo si capisce da tanti segnali.
Vai ad un concerto di musica classica, ad una giornata di studio, alla presentazione di un'iniziativa o quello che vuoi . Vacci un po' prima dell'inizio e fatti un giro in sala. Vedrai le prime file riservate alle autorità: il Sindaco con assessori, il Vescovo con il suo codazzo, il presidente della Cooperativa, il direttore della Banca di Credito, il Comandante della stazione dei Carabinieri, il Comandante della Guardia di Finanza e tutta una processione di ammanicati-infiltrati-amici-parenti delle autorità. E ti occupano, almeno, le prime tre file e tu che eri veramente interessato, alcune volte pagante biglietto, te ne stai sconsolato in fondo.
E' una metafora voluta, reclamata, imposta: tu cittadino non conti un cazzo e, al massimo, ti mettono nella condizione di dire GRAZIE.
Viene inaugurata una scuola? Un ospedale? Una residenza per anziani? Un giardino pubblico? Sempre loro, sempre lì. A tagliare nastri, a fare discorsi, a celebrare se stessi.
Nel mondo che sogno dovrebbe essere il contrario: cittadini protagonisti, politici e politicanti in fondo, ad occuparsi che tutto fili liscio e che l'iniziativa sia di nostro gradimento.
L'autorità dovrebbe consistere nel servizio: chi ha più autorità più deve servire. Loro sono al nostro servizio, non il contrario.
Invece si pavoneggiano, si mettono in posa per la foto. Insistono nel prendere la parola, sembrano farci credere che se li sono cavati di tasca i soldi per il concerto.
E' la solita arroganza del potere. Da noi più sciatto e cialtrone che altrove, più ignorante, protervo, stupido.

sabato 14 aprile 2012

Della Tirannide




Mi sono sempre chiesto come, nella nostra società postmoderna, si sarebbe configurata la tirannide. Molti sostengono che la tirannide si nasconde nelle multinazionali, nelle banche , nei tecnocrati di Bruxelles, nell'ex Presidente del Consiglio; altri indicano i Partiti, i Sindacati, la Confindustria e tanto altro ancora, a seconda delle convenienze, degli stereotipi, delle ideologie.
Beati i tempi in cui c'era un tiranno, un cattivo cattivissimo che negava le libertà individuali, che opprimeva e torturava: era almeno onesto e si mostrava come tale. Se avevi coraggio potevi combatterlo, da solo o associato con altri. Andavi incontro alla sua ira: era una lotta fra uomini veri, a volte titanici.
Poi tale figura storica è svanita, si è frantumata, polverizzata. Però l'analisi arrancante, inesatta, raffazzonata di cui ho dato conto contiene una verità: la moltiplicazione del tiranno, non uno ma molti e, per giunta, difficili da trovare e da riconoscere come tali.
La ricerca è andata oltre e la polverizzazione anche, purtroppo. Prima c'era lui, il tiranno, ed “io”, l'eroe, pronto a dare la vita per liberare il popolo.
Oggi con chi te la prendi? I tiranni sono dappertutto: il vicino che si ostina a tenere in giardino i cani che abbaiano mentre tu dormi; l'impiegato fannullone; il piastrellista che lavora ad ore e che qualche ora sta in panciolle; quello che parcheggia in terza fila; l'insegnante ignorante come una capra; l'amico degli amici; quello che salta la fila... 
Non esagero: chiunque non rispetta i miei diritti è il mio TIRANNO.
Mi sento sporco, appiccicoso di tirannide, me la sento addosso e non riesco a liberarmene.

P.S. Non ho niente contro le capre.